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UNIVERSITÀ: come riavvicinare i ragazzi agli atenei?

UNIVERSITÀ: come riavvicinare i ragazzi agli atenei?

FONTE: Vanityfair, articolo a cura di Chiara Pizzimenti.

Secondo lo studio dell’Osservatorio Talent Venture c’è stato un calo delle immatricolazioni in Italia: -5%. Più colpito il Sud e gli Atenei statali. Simona Romani dell’Università Luiss, che ha dati invece positivi, spiega quali sono le chiavi per il ritorno degli studenti.

Il dato è negativo. Secondo lo studio dell’Osservatorio Talent Venture, sulla base delle statistiche ministeriali aggiornate a marzo c’è stato un calo delle immatricolazioni universitarie in Italia: meno 5,2% nell’anno accademico 2021-22, dopo l’aumento dell’anno precedente. Sono 17mila studenti in meno. A soffrire di più sembrano essere le università pubbliche statali e gli Atenei del Centro Sud. In positivo invece le Università non statali.

Cosa fa la differenza? Una vicinanza al mondo del lavoro e una progettualità e diversificazione che non ovunque si trova. Simona Romani, Prorettore alla Didattica per le Lauree Magistrali, Università Luiss Guido Carli spiega che la domanda c’è. Lo dicono i dati di incremento delle domande nell’ateneo in cui insegna la professoressa: + 23% nelle domande di corsi di laurea Triennali e +10% nelle Magistrali (fino a venerdì 1 aprile c’è tempo per iscriversi al test di ingresso ai Corsi di laurea Magistrale ndr).

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«Questo risultato conferma come sia sempre alta la domanda di formazione da parte dei giovani e delle loro famiglie per programmi che si caratterizzano per un importante dimensione internazionale e un forte link con il mondo esterno delle imprese ed istituzioni. In ottica internazionale i nostri programmi si caratterizzano per la presenza di molte opportunità di interazione con prestigiose istituzioni accademiche straniere – sia tramite accordi di Double Degree che di partnership strutturate».  

In aggiunta a questo ci sono le relazioni con il mondo esterno delle professioni all’interno dei programmi, elemento questo in grado di favorire le migliori opportunità occupazionali per i nostri studenti. «A prova di quest’ultimo aspetto, secondo l’ultimo rapporto Job pricing 2021 la Luiss è tra le prime Università in Italia con i migliori percorsi di carriera, sia per l’andamento dei compensi, con una crescita retributiva pari al 79% (+6% rispetto al 2020), sia per la quota di laureati che ricopre ruoli dirigenziali (pari al 10,7%)».

Come si fa a far iscrivere i giovani all’università: quali competenze dare? quali prospettive proporre? «Grazie alle nostre interazioni continue tutti i nostri stakeholder e sulla base dei risultati della ricerca scientifica più autorevole in tema di higher education, stiamo lavorando per identificare un set di competenze e capacità da trasferire ai nostri studenti che non siano solo tecniche e verticali ma anche trasversali, direi “larghe” e che siano capaci di rimanere “valide” indipendentemente dai diversi contesti in cui si troveranno a lavorare».

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«È fondamentale che gli studenti concludano il loro percorso non con un bagaglio di conoscenze già obsolete, ma con una cassetta degli attrezzi che li renda capaci di imparare a formulare domande appropriate e puntuali, e di rispondere ai problemi che si troveranno ad affrontare in modo critico e creativo basandosi su evidenze scientifiche rigorose e rilevanti, e collaborando con i loro peer» spiega.

A pesare sui ragazzi di questa generazione ci sono gli anni della pandemia. «È centrale investire nella formazione, in particolare per il nostro Paese dove la percentuale di laureati è ancora troppo bassa rispetto alla media UE: solo il 20,1% della popolazione tra i 25 e i 64 anni possiede una laurea (contro il 32,8% UE). E poi è fondamentale perché l’istruzione significa lavoro e autonomia di scelta per il futuro. Dal 2008 ad oggi, il vantaggio occupazionale della laurea rispetto al diploma è cresciuto del 29%. Questo segnale è importante per un Paese come il nostro, che dovrà sempre di più investire nei giovani e nella formazione».

Abbreviazioni Corsi di Laurea

Il mondo del lavoro sta cambiando e i modelli educativi lo devono seguire. «I nuovi lavori necessitano di nuove traiettorie formative, le cui keyword sono senz’altro innovazione e sostenibilità per tutti i corsi di laurea. Dal legale al management, dal lobbying al marketing, ogni settore è stato investito da un nuovo linguaggio che riveste ogni professione di nuove competenze stimolando l’emersione di nuove figure professionali».

la Luiss ha dato vita ad un proprio modello educativo, Luiss Uniqueness, che vede gli studenti coinvolti in un processo di apprendimento attivo orientato all’Enquiry–Based Learning, dove, facilitati dall’interazione con i docenti, diventano attori responsabili dello sviluppo e del trasferimento di nuove conoscenze utilizzando un approccio interdisciplinare e largo, e il rigore tipico della ricerca scientifica.

«Gli studenti imparano che, per produrre nuova conoscenza e avere un impatto sulla società, è importante essere esposti a diverse teorie e metodi, essere capaci di combinare in modo innovativo concetti attingibili da varie discipline, di revisionare criticamente i lavori di ricerca esistenti, e di raccogliere e analizzare i dati, nonché infine di scrivere e presentare i risultati ottenuti».

Nei corsi di studio Magistrali il modello di apprendimento interdisciplinare e focalizzato sul coinvolgimento attivo degli studenti in processi di investigazione viene messo al centro sin dall’ingresso degli studenti nel programma. «In corsi quali Data science and management, le studentesse e gli studenti imparano a leggere e a interrogare i dati con uno sguardo rivolto a casi reali di management, e non solo. E ancora il corso in Global management and politics, per aspiranti manager e consulenti di aziende e istituzioni internazionali, porta gli iscritti ad analizzare anche in questo caso situazioni reali, quali le sfide globali di oggi, da quella ambientale a quella energetica e sociale. Oppure il corso in Law, digital innovation and sustainability volto a formare figure professionali in grado di accompagnare aziende e amministrazioni verso la transizione ecologica e digitale».

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