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Editoriale del Presidente di A.N.Fo.Pe

Editoriale del Presidente di A.N.Fo.Pe

“Il contributo dell’Associazione Nazionae ANFoPe nella formazione del corpo di Polizia Penitenziaria ai tempi del COVID 19”

È di pochi giorni la pubblicazione del programma formativo per il CLXXVIII corso per allievi agenti di polizia penitenziaria, cui abbiamo pensato di offrire un supporto didattico ( libro) concepito sulla base del programma del corso, per agevolarne la partecipazione.
Altrettanto pensiamo di fare per le prossime iniziative formative. Ora soffermiamoci su quella in atto.
La  predisposizione del programma per il corso  è frutto di una lunga e complessa gestazione, figlia di un periodo di emergenza nazionale che ha imposto restrizioni e limiti il cui rispetto è imprescindibile in ogni settore.
Il problema nasce soprattutto dalla difficoltà di ospitare nelle scuole aspiranti poliziotti che provengono da ogni dove e di bilanciare due aspetti che, prima facie, sembrano inconciliabili: la necessità di mantenere le distanze e non creare assembramenti e la partecipazione attiva ad un percorso che, in determinate sue fasi, richiede la compresenza dei discenti.
Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, verosimilmente anche sulla scorta dei casi di contagio registratisi in altre scuole di formazione, è riuscito a stilare un programma rispettoso di ambedue gli elementi, assicurando il corretto svolgimento delle attività e garantendo completezza al  programma.  
Nello specifico, gli allievi sono stati suddivisi in tre gruppi (A,B,C) che si alterneranno negli istituti in modo da non creare compagini troppo numerose.  Ciascuno di essi dovrà seguire un preciso calendario, che ha puntualmente programmato  insegnamenti sia in presenza che a distanza.
È indubbia la priorità, soprattutto in un contesto peculiare come è quello carcerario, di immettere nel mondo del lavoro uomini dotati di una solida preparazione, sia fisica che mentale, preparandoli progressivamente a qualsiasi tipo di evento (soprattutto critico) che saranno chiamati ad affrontare. La problematica  nasce soprattutto dalla constatazione che molte abilità di rilievo fondamentale possono essere inglobate dai discenti nel proprio background solo attraverso un’esperienza sul campo e tramite una continua cementificazione dei rapporti interpersonali ai fini della costruzione di una robusta politica del “lavoro di squadra”.

Sarebbe stato infatti impensabile (e alquanto infruttuoso), concepire un programma che contemplasse la sola formazione a distanza (si pensi soprattutto alle tecniche addestrative e alle abilità tecnico operative), privando l’allievo anche di un percorso “personale” (oltre che professionale) propedeutico alla costruzione di un’identità completa, il cui sviluppo va seguito da personale competente passo dopo passo soprattutto nella sua fase embrionale.

Il programma si snoda in un arco temporale di 6 mesi che vengono così suddivisi: 16 settimane presso le scuole di formazione, 3 settimane in FAD quindi a distanza e 5 settimane di tirocinio.
Per quanto riguarda la modalità FAD, totalmente inedita nel panorama, questa viene potenziata, al fine di assicurare il medesimo livello di preparazione che si sarebbe conseguito de visu, sia mediante un robusto coordinamento didattico, sia attraverso una solida attività di tutoring.

In particolare, saranno le materie giuridiche e simili ad essere “relegate” nell’ambito dell’insegnamento a distanza, le cui nozioni saranno somministrate impiegando il portale “Progetto Trio”, già in uso alla Polizia Penitenziaria che lo ha efficacemente testato in diverse attività di formazione.
La presenza nelle scuole, al contrario, sarà dedicata ad attività che non possono prescindere non solo dalla compresenza degli allievi, ma più che altro dalla stretta osservazione da parte degli esperti: si pensi all’uso delle armi, alla difesa personale, al potenziamento fisico e alle attività operative in genere.
Le 5 settimane di tirocinio, infine, prevedono la graduale immissione dell’allievo ( in questa fase agente in prova) nella realtà lavorativa, scandendo il percorso in due differenti fasi.
Nella prima, il discente verrà dotato di una conoscenza complessiva del mondo penitenziario, della sua organizzazione, del personale che a vario titolo vi presta servizio e della popolazione detenuta.
Il secondo ciclo, invece, vede l’agente in prova sperimentare, con un preciso mandato di tirocinio, i diversi posti di servizio, prediligendo la sezione detentiva e svolgendo, altresì, turni festivi e notturni.
L’Amministrazione si è riservata di modificare il programma a seconda dell’andamento della pandemia, aprendosi alla possibilità sia di implementare i periodi di permanenza nelle scuole di formazione, sia di ridurli a vantaggio, ove possibile, della modalità FAD.
La sicurezza sanitaria è di primaria importanza, e proprio per questo, in sede di  convocazione degli allievi, è stato richiesto loro di esibire al momento dell’ingresso nelle scuole cui sono stati assegnati, l’esito del test sierologico, in modo da evitare contagi e assicurare il buon andamento dell’intero percorso formativo.

ANFoPe sempre attenta all’andamento della formazione del corpo, fornirà costantemente opportunità a coloro che in itinere alla frequenza dei corsi o successivamente al loro completamento vorranno continuare una alta formazione finalizzata, oltre all’accrescimento personale, anche a prospettive migliorative di carriera scalando la carriera. Allo stato attuale, ANFoPe che è ideatore del corso di laurea triennale in Scienze Penitenziarie L.14 della facoltà di Giurisprudenza, propone un orientamento ad hoc con relativa assistenza che porti lo studente lavoratore/poliziotto a soddisfare il bisogno di valorizzare il suo sapere, certificando la propria attività per dedurne crediti riconosciuti in ambito universitario e accorciando di fatto i tempi per la laurea.

Alla prossima settimana!

ANFoPe http://www.formazionepenitenziaria.it 
“ARES Group” 
Il Fondatore e 
Presidente Nazionale 
Dr. Roberto Messana 

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